"stralci di realtà quotidiana ed echi di lamenti esistenziali
in perfetto stile Verdena si sommano al surrealismo agrodolce di Battiato
o al grunge suadente dei Pearl Jam"
"un disco sorprendente, una gran opera prima, belle canzoni, forse
non troppo immediate, ma con alla base una gran ricerca sonora e vocale
che si ricompone nella fusione di più generi, che dalla metà
degli anni novanta accompagnavano la vita dei 4 ragazzi di Tortona”
"Una traccia tira l’altra evitando eccessivi cali di tensione,
come se i nostri non volessero mai lasciare la presa, caratteristica che
amplifica la potenza comunicativa dei testi [...] stile personale e schietto
[...] personalità matura e ferma”
"notevole il lavoro fatto da Luca Grossi, autore di tutte le liriche
e appassionato vocalist, per adattare l’italiano dei suoi testi
complessi ed assai poetici ad un registro musicale non proprio favorevolissimo
alla nostra lingua, con risultati fluidi e quasi del tutto privi di quelle
“forzature metriche” così frequenti in campo “indie”